PARLIAMO
DELL’ AUDIO
Questo è quello che mi è successo digitalizzando su un
motore di ricerca la semplice parola AUDIO. Nella scuola tecnica che ho
frequentato si limitarono a spiegarmi che l’audio non è altro che il propagarsi
di vibrazioni emesse da una sorgente sonora e percepite a distanza da un
dispositivo capace di decodificarle. E che il nostro “limitato” orecchio
riusciva a decodificare solo i suoni di una certa portata. Da qui in poi solo
calcoli su transistor ed integrati, resistenze, diodi e condensatori e sezioni
di cavi…in amplificatori e traduttori con mia unica soddisfazione sentire alla
fine parlare di watt o di hertz. Forse avrei dovuto fare studi classici per
sentirmi dire che AUDIO dal latino significa ASCOLTARE. L’ informazione sonora può
viaggiare o sottoforma elettronica all’interno di dispositivi o nello spazio in
onde elettromagnetiche o chiaramente in questa ultima epoca sottoforma di LUCE
all’ interno di FIBRE OTTICHE.
Ed è prima forma
di comunicazione per noi umani o animali, fonte di svago, descrizione e
magnificenza per coloro che operano nella musica o nelle arti visive e forma
medica per chi opera in questo settore. Naturalmente prima ancora di poter
pensare a quest’ ultima ipotesi (argomento che tratterò) si è studiato tanto
per potere propagare informazioni più lontano possibile ed infatti il primo
progetto a riguardo è stato proprio il telefono. Poi la REGISTRAZIONE. È
inoltre curioso riuscire a capire ciò che succede nel cervello umano durante
l’importante lavoro che il nostro orecchio fa incondizionatamente ed
incessantemente facendoci percepire ogni suono, ogni sfumatura sino ad arrivare
al nostro piacere o al nostro disgusto. A questo riguardo consiglio a tutti di
leggere i libri scritti da uno dei più importanti otorini del nostro tempo:
ALFRED TOMATIS.
O addirittura studiando i benefici o malefici della
parola pronunciata e di quello che succede nel nostro corpo pronunciandola o
ascoltandola, o del perché un tavolo ha quel suono…
Senza soffermarci comunque in meandri così vasti o
calcoli matematici e grafici e semplificando la vita di noi addetti ai lavori
sporchi, possiamo semplificare estremamente la cosa dicendo che la potenza di
emissione di un suono, quindi la sua forza viene misurata in WATT o KILOWATT e
la sua FREQUENZA in HERTZ o KILOHERTZ. Una bassa frequenza è un suono grave di
pochi hertz mentre un suono acuto è di alta frequenza. Nella trasmissione di
segnali a lunghissima portata (come ad esempio il segnale radiofonico o
televisivo lanciato da un emittente) viene impiegato una frequenza portante
nell’ ordine dei MEGA o GIGAHERTZ ma questo è un altro studio. L’audio essendo
in stretta relazione con l’elettronica può essere a sua volta analogico o
digitale. ANALOGICO risente dei cambiamenti temporanei in ogni istante mentre
in DIGITALE (nato con il primo computer nel 1941) un suono (o un segnale
elettronico) viene codificato in eventi che hanno come portata temporale UNO o
ZERO e queste informazioni sono raggruppate in byte (un byte è uguale a 8bit).
Mi occuperò nei prossimi articoli di parlare di suoni
monofonici e stereofonici, di registrazione audio analogica e digitale di mixer
e di manipolazioni audio che nel cosso del tempo ho utilizzato e sperimentato.
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