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mercoledì 21 agosto 2013

AUDIO - Il Giusto Volume



IL GIUSTO VOLUME


Quale volume tenere ad un evento? Direi senza sbagliarmi che dipende dall’evento!
Per conferenze ed inaugurazioni di mostre io mi baserei su un volume generale soft dei microfoni dei relatori e dei contributi audio o video se esistenti.  Di un emissione maggiore rispetto al vociare dei presenti in attesa dell’inizio ma non alzerei tanto il master del mixer. Il pubblico deve poter sentire le parole del relatore con chiarezza ma non è un concerto. Deve poter essere avvolto dal suono ma non aggredito. Ci deve essere concentrazione e maggiore è il volume maggiore sarà il disinteresse causato dal fastidio. Se il luogo è piccolo, consiglio un buon seppur contenuto impianto di almeno 600W per poter sfruttare con un volume adeguato la pulizia del suono. Con un paio di casse di minor portata dovremmo “spingere” il volume lavorando così alla soglia della distorsione. Se il locale invece prevede un buon palco ed una sala di almeno 800 posti, sfrutterei un buon impianto montato in americana o sospeso in modo che dovendo amplificare maggiormente i microfoni non rischio di assordare le prime file e di non avere copertura in fondo sala. Gradirei anche altre due casse laterali a metà sala linkate o meglio comandate da un sub master del mixer. Questo non vale per i meeting di compagnie multilevel in quanto in queste occasioni serve, soprattutto nel momenti di “carica” della musica e dei microfoni talmente alti da creare un euforia quasi da discoteca. Per un comizio in piazza la voce del politico deve galvanizzare l’attenzione di tutti ed il volume ed il messaggio devono essere ben presenti in ogni angolo. Quindi grandi impianti e grandi volumi.
Per una musica di sottofondo, come ad esempio per un relax o per accompagnare  un voce narrante la base deve essere percettibile ma non direttamente leggibile. Deve avvolgere e non sopraffare. Deve essere piacevole e non invadere.  A questo proposito consiglio una musica strumentale, non cantata.
Se per una cena o un punto di ritrovo, ricordatevi che nessuno principalmente è venuto per ascoltare musica ma per mangiare o per conversare e fare relazioni sociali e non è carino che si ritrovino ad urlare.
Differente per i live show, le discoteche e qualsiasi evento si voglia stordire nel bene o nel male le persone coinvolte. L’evento è il suono ed il pubblico deve essere sopraffatto dal suono, stupefatto. Grandi spazi grandi watt, musica live o dj set devono richiamare l’attenzione e magnetizzare. Per un concerto il suono anche di kw deve essere pulito mentre per i dj’s la cosa è meno importante e maccheronica. Tutto a palla sino a che ogni indicatore led non è fisso sul rosso! La distorsione è ammessa a favore della potenza.
Alcuni services audio usano dei limiters fra il mixer ed il P.A. per salvaguardare i loro costosi impianti.
Concezioni diverse, luoghi diversi e culture lontane. Pensiamo alle orchestre di musica classica che con l’amplificazione hanno un rapporto strano… vorrebbero che tutto sia acustico ma siccome l’emissione di un violino non può riempire un arena (forse un piccolo teatro) il musicista non ama vedere ne cavi ne microfoni (tranne i musicisti “evoluti” che usano violini amplificati) e tutto nell’allestimento deve sembrare invisibile. Si usa anche far scendere dal graticcio di un teatro dei microfoni panoramici a scomparsa nascondendoli dietro un cielo per non farli notare. Altrimenti aste e microfoni dinamici (o panoramici) per ogni sezione.
L’amplificazione è una cosa particolare per ogni situazione. La sua esigenza in teatro deve essere quasi impercettibile, naturale come in un opera lirica. Il suono dovrebbe sembrare provenire dal palcoscenico, dalla buca d’orchestra e dai cantanti e non dalle casse acustiche. È questa la sensazione giusta. Molti fonici credono di essere pagati a watt e non a prestazione. Un buon lavoro ed una buona amplificazione dipende dalle circostanze e fa nel nostro mestiere un buon fonico.

Roberto Iacomucci

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