IL PUBBLICO D’ASSALTO
Il pubblico d’assalto è il pubblico delle feste. Dei
raduni, delle inaugurazioni, delle serate in spiaggia e dei ristoranti.
Non è una folla di persone attenta a ciò che succede ma
è lì solo per mangiare e bere e se ciò avviene gratuitamente avrete la peggiore
forma di attenzione che si possa immaginare.
Scrivo ciò che vedo e dico ciò che penso.
Se siete all’inaugurazione di una mostra (anche
importante) d’arte o di una opera architettonica e le persone possono godere di
un ricco buffet gratuito noterete come intellettuali o stimati operatori nel
campo si contendono l’ultimo o il primo pasticcino, il flou di prosecco!
Accaniti a soddisfare il proprio palato si dimenticano il perché della loro
presenza dando sfogo al loro bisogno più razionale.
Strafogarsi a sbafo come cavallette infischiandosene della
loro competenza, sempre che ne abbiano in materia. Se poi gli invitati sono un
gruppo di iscritti ad una associazione o fondazione senza arte né parte… poveri
voi.
Se siete dei DJ o piano baristi e proponete brani in un
ristorante per far ballare ed arrotondare il vostro stipendio di magazziniere
avrete persone che si innervosiranno dei vostri volumi troppo alti mentre la
cena è in corso ma si lanceranno in danze di gruppo appena finito il caffè
aspettandosi di ascoltare l’ultimo tormentone dell’estate o come da
quarant’anni succede in Italia la hit degli anni sessanta.
Per le feste in spiaggia o per le discoteche il target
non è molto diverso…solo che preferiscono bere piuttosto che mangiare e poi…(s)ballare
sino a notte fonda. Il vostro dovere di DJ è quello di mantenere un ritmo
sostenuto per tutta la serata.
Di tutto ciò non rimane niente, se non uno stomaco
pieno a dismisura o uno stordimento sino all’alba o nelle ore consentite tanto
poi finiranno la serata altrove.
Nel caso delle discoteche tutto si risolve nelle
migliori delle ipotesi con una colazione alle prime ore del mattino in un bar appena
aperto dove i reduci cercheranno di mettere insieme i frammenti della serata
conclusa parlando di occasioni perse con l’altro sesso o criticando persone.
Pensate poi alle sagre in piazza od alle rievocazioni
storiche dove le persone passano, si fermano per un attimo davanti al vostro
spettacolo, guardano e continuano il loro excursus con freddezza o al massimo
“regalandovi” un tiepido applauso nella bolgia di migliaia di voci dove a
malapena ci si riesce a concentrarsi.
È un pubblico senza patria che confonde l’evento con
l’avvento. Sono coloro che approfittano di un evento per socializzare o per
mettersi in mostra a volte dando il lato peggiore di se stessi tanto per
sfogarsi.
Da spettatore ad attrazione. Da acquirente a venditore
di se stessi, la scusa per essere ed apparire piuttosto che assistere.
Ogni forma d’intrattenimento ha il suo pubblico, anche
i pop-corn al cinema hanno un ruolo integrante e sociale, surrogato che induce
attenzione verso lo schermo, soddisfacendo il palato per concentrare la mente e
distoglierla dai propri pensieri.
Tutti siamo comunque importanti nel palcoscenico della
vita.
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