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giovedì 11 ottobre 2012

IL SERVICE



              IL SERVICE- LA DITTA DI SERVIZI AUDIO-LUCI-VIDEO

Dopo queste lunghe premesse arriviamo al vivo del lavoro di art-worker.

Io lavoro spesso per ditte alle quali viene commissionato un allestimento adatto a soddisfare la richiesta oggettiva ai fini della riuscita dell’evento.

Il lavoro inizia con presa in esame dello spettacolo, con la richiesta del materiale per l’audio, la quantità di microfoni necessari, del mixer adeguato,  l’impianto di diffusione per l’area da coprire all’aperto o in un luogo chiuso, eventuali apparecchiature per il collegamento di strumenti musicali o computer se ci sono danzatori, parti recitate, ecc…

Per le luci e per tutto l’allestimento ci si informa di quanti KW di corrente si ha a disposizione, si calcolano quanti fari si possono montare e di che tipo, dei filtri colore richiesti o gobos, di che mixer luci, di quanti dimmers occorrono per il loro funzionamento, del POWER-BOX e della struttura necessaria all’appendimento,  delle americane agli stativi o alle torri.

Se c’è necessità di proiezione video e di che portata, da cosa questa viene comandata (computer o dvd player o combinate) quanto grande deve essere lo schermo se in proiezione frontale o retroproiezione.

Se è un service che fornisce anche scenografie “standard” tipo quinte nere rigide (con telai in legno e non appese) e palchi per esibizioni all’aperto, si chiede di che metratura e di che altezza, ci si preoccupa del loro ancoraggio e messa a terra della struttura, si attrezza di tutta la ferramenta. Portandone chiaramente più dell’indispensabile.

Per ogni settore non ultima cosa sono i cavi di connessione che devono essere perfettamente funzionanti e superiori in numero alla quantità minima necessaria per avere una scorta sufficiente a coprire ogni imprevisto. Annessi a questi ogni forma di adattatore per non avere sorprese in fase di montaggio.

Immaginate  cosa succederebbe se vi facessero una richiesta a distanza per una serata dove la musica viene programmata con un cd-player e quando siete sul posto (400 km di distanza dal vostro magazzino) scoprite che invece la musica viene trasmessa da computer e non avete il cavo di connessione!!! O peggio si presentano persone solo con chiavette USB con musica in MP3 e voi non vi siete portati un computer…

Nei service seri questi disguidi NON devono succedere. Un evento non può andare a monte o subire considerevoli ritardi per un cavo o per un’incomprensione e credetemi che questo è QUELLO CHE IL PUBBLICO NON VEDE ma succede più frequentemente di quello che possiate immaginare! Soprattutto nei service di zona e nelle piccole produzioni.

Mi sono ritrovato più di una volta a sprecare ore di lavoro perché nel flight-case non avevo disponibilità di cavi adatti a collegare apparecchiature messe a disposizione dal committente ed ore a cercare il modo di allungare cavi che coprissero una distanza precedentemente ignorata ed altro ancora a capire come poter fare a sopprimere l’esigenza di un cavo interrotto, l’unico per quel tipo di connessione!

IN QUESTO LAVORO OCCORRE SANGUE FREDDO E MAI FARSI PRENDERE DAL PANICO

Essendo free-lance, con il tempo ho imparato a portare sempre con me il mio zaino con dentro i miei guanti, i miei tappi anti-rumore, il mio nastro isolante, la mia pinza multiuso ed il mio kit di adattatori di ogni sorta (audio). Qualche cavo in più.

A questo punto possiamo caricare il camion, stipare il materiale in modo che ci stia tutto e non subisca danni lungo il tragitto e partire verso la meta.

Gli autogrill dell’autostrada diventeranno punti di riferimento per le vostre soste mattutine, a volte anche per pranzi e cene in orari improbabili.

Siate felici se dopo lo spettacolo, tornando in magazzino all’alba non dovete scaricare tutto ciò che avete nel camion rubandovi ore di sonno doverose per rimpiazzarlo con il materiale occorrente per domani (dopo), dove dall’altra parte di dove siete andati (ieri) vi aspetta un altro spettacolo.

Dei miei amici erano invidiosi del mio mestiere e fantasticavano su quanti posti io avessi visto, di quanti locali avessi frequentato e di quante donne avevo conosciuto…ho spiegato loro solo poche cose e di quanta autostrada invece ho battuto, degli orari di lavoro e dei panini mangiati con mani sporche. Delle camere d’albergo prenotate solo per fare una doccia…

Non che non si abbiano soddisfazioni o che non ci siano momenti di pausa ma che non si va in giro per il mondo a fare il turista. Si lavora con passione e si fa questo mestiere solo se c’è amore per lo spettacolo. Non si timbra nessun cartellino e non tutti i giorni sono uguali, non si lavora dal lunedì al venerdì e non esistono turni o scuse. Inizi a lavorare in uno spazio vuoto e dopo lo spettacolo lo spazio torna vuoto. Niente si rimanda a domani.

Magari dopo pochi giorni puoi portare tuo figlio al mare proprio mentre tutti gli altri invece lavorano nella loro routine. Non esiste routine, il bello che ogni giorno è diverso dall’altro come ogni spettacolo che segui, come ogni giorno che Dio ha creato, come ogni fiore anche della stessa specie.

Ciò che mi hanno augurato è ciò che auguro a voi.  BUON LAVORO.

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