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giovedì 20 settembre 2012

LA SCATOLA MAGICA

                                                     I LUOGHI DELLO SPETTACOLO – LA SCATOLA MAGICA

Mi piace chiamare scatola magica l’ambiente scenico di un teatro, cioè lo spazio costruttivo sopra il palcoscenico. Questa grande stanza adibita appositamente per ospitare rappresentazioni e spettacoli. Abbiamo notato che nei secoli lo spettacolo ha subito trasformazioni notevoli sia nella sua struttura ospitante che nella rappresentazione. Il concetto di teatro al chiuso ha sicuramente rafforzato l’esigenza di avere uno spazio attrezzato per ogni evenienza creando degli standard esecutivi ed utilizzando delle strutture fisse ma capaci di soddisfare qualsiasi esigenza tecnica. Quello che illustrerò è lo schema di un teatro sette-ottocentesco ma dotato di tutte le moderne necessità  indispensabili ad un montaggio odierno.
Sopra il palcoscenico di cui abbiamo già parlato abbiamo la cosa più indispensabile del  teatro: il soffitto di scena, chiamato GRATICCIA. Realizzato in traverse di legno e montanti, la graticcia occupa un posto di rilievo, in quanto ad esso vengono appese tramite corde e ROCCHETTI o tramite funi in acciaio pilotati manualmente od elettricamente da argani scenografie, quinte, luci, sipari, fondali schermi e proiettori.
Questo soffitto, la graticcia, nei teatri di rilievo ha un altezza notevole rispetto al palco, a volte può arrivare anche a trenta metri. Questo deriva da un esigenza scenografica. In passato ed in grandi opere rappresentative, le imponenti scenografie raffiguranti città, case o castelli, dovevano necessariamente uscire o rientrare in scena fra un atto e l’altro (cambio di scena). Fra i tempi e luoghi narrativi della commedia o dell’opera ed il modo migliore per il macchinista era di alzarle sino a che lo spettatore non le notasse più (a scomparsa) ed abbassarne altre. Anche per gli oggetti di scena che al punto preciso dovevano apparire averli precedentemente appesi e mantenerli nascosti significava e significa una giusta collocazione.
 Davanti a queste vengono posti altri stangoni orizzontali appesi ai quali legate delle stoffe nere che coprono a vista la scenografia o ciò che si preferisce nascondere (anche le luci) chiamati cieli. Senza la graticcia il teatro non sarebbe sicuramente il posto ideale dove realizzare spettacoli. Ai lati del palcoscenico, all’altezza di un metro circa da terra, troviamo murati nelle pareti delle assi rettangolari di ferro o acciaio che servono appunto a legare le corde che scendono dalla graticcia. Questi si chiamano MANTEGNI.
Ogni corda che serve alla scenografia e che scende NECESSARIAMENTE ai lati del palcoscenico viene legata ad un mantegno e la sua costituzione rettangolare ne garantisce la stabilità. La graticcia inoltre ospita nei suoi tagli (spazio fra una traversa e l’altra) anche la “quadratura” superiore del BOCCASCENA.
 Infatti abbiamo come prima cosa l’ARLECCHINO; primo drappo orizzontale solitamente fisso e parte storica del teatro. Insieme al sipario creano la prima cornice al palcoscenico, la prima inquadratura. L’arlecchino anticamente dipinto a mano rappresentava anche nei suoi colori, disegni, simboli e stemmi  l’appartenenza araldica del teatro, dei suoi proprietari o dello stato regnante.
Dietro l’arlecchino ed il sipario inizia il nostro lavoro, quello di tecnici dello spettacolo, artisti del legno del suono o delle luci, ARTWORKER dir si voglia. La prima parte mobile appesa è la mantovana; il primo cielo di stoffa nero adatto a coprire solitamente il primo stangone con appese luci di scena chiamata AMERICANA.
Da qua sarà un susseguirsi di americane (luci) cieli (coperture di stoffa nera)  scenografie e quinte.
Nei grandi teatri, davanti al palcoscenico abbiamo il GOLFO MISTICO, chiamato anche semplicemente buca d’orchestra. Sul palcoscenico in PROSCENIO (la zona davanti al sipario) troviamo una botola centrale con apertura rivolta al palco raggiungibile da sotto palcoscenico realizzata per il suggeritore. Lo spazio delimitato dal sipario aperto e dall’arlecchino si chiama BOCCASCENA.
I PALCOSCENICI ALL’ APERTO non sono così equipaggiati, essi sono spesso formati da una sola pedana rialzata ma tutto ciò sia di notevoli o modeste dimensioni che verrà su esso o accanto montato rispecchierà la modalità ed il concetto del teatro. Vedremo in seguito i vari mestieri e le esigenze che si hanno nell’allestire e creare uno spettacolo, dall’ elettricista al fonico, al macchinista.

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